Baldo a tutte Malghe

Baldo a tutte Malghe

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Per chi nasce nella Bassa fin dalla più tenera infanzia all’orizzonte Nord lo sguardo si ferma  sulle montagne  del Baldo, da qua non si direbbe, ma sono  40 km di lunghezza della Catena Alpina più meridionale d’Italia. Rieccoci in pista alla scoperta del Baldo guidati dal nostro prof. Fernetti per una golosa due giorni di escursione alpina. Golosa lo è diventata fin da subito per la scelta del Rifugio del Baldo come punto base, un resistente angolo di cucina e ospitalità di montagna con pochi fronzoli ma tanto sapore che si trova  nel cuore  di  faggete secolari e malghe,  un necessario pensiero felice nei momenti faticosi di strade forestali che salgono a sbirciare il Garda dall’alto. I primi freschi dell’autunno ci regalano una due giorni di fresco sole, davvero insperato visto che al lunedì precedente le previsioni mettevano neve , nonostante i 28 gradi di Mirandola e partire così non è mai il massimo, ma tant’è la vita quando si organizza un’escursione…Il nostro circolo dei Coraggiosi (tante facce note e amiche e qualche new entry) non ha battuto ciglio  davanti a previsioni avverse, normative e liberatorie anticovid e  ha preferito interessarsi di  percorsi, delle tappe e della cena …che  nella vita serve sempre. Il primo giorno è stata una piacevole salita fino all’arrivo  della  Funivia di Malcesine,  in compagnia delle manzette al pascolo, tratti di bosco e anche  una inconsueta sfilata di PORCHE  d’altura.  La fatica delle forestali era mitigata dalla vista del Lago di Garda che compariva da punti inaspettati, scorci che diventano mozzafiato all’ultima curva quando te lo ritrovi davanti per intero , come in una comoda cartina d’altura. Ma non può essere solo poesia, per cui c’è stato un discreto esercitarsi di sketting  per saltare tutte le “torte di altura” che le mucche avevano sparso generosamente sul percorso,  senza contare il riscatto che abbiamo dovuto versare per poter riavere  Zita finita nella vasca spargisale e immediatamente eletta pastorella dalle mucche di cui sopra. Del secondo giorno si può raccontare dei boschi con i primi colori d’autunno , del sole e della pioggia che ci hanno accompagnati, ma anche dei provvidenziali bivacchi alpini  con soste per merende e della neve che per fortuna si  è fermata sul Monte Altissimo di fronte a noi. Il ritorno nella Bassa naturalmente era già all’insegna “Quindi dove andiamo la prossima volta??”, come da ben consolidata tradizione , per cui volgendo le sguardo a Sud , credo ci aspetteranno  altre escursioni a tutto nordic anche da quelle parti. Grazie alla mia Socia Zita per  l’energia contagiosa, a Maurizio Fernetti che se non ci fosse andrebbe inventato e a tutti i nostri walkers presenti o affettuosamente assenti, ma vicini nel mantenersi al corrente perché la prossima volta verranno sicuramente con noi. (Elena Budri Istruttrice Nordik Walking Live)