Entusiasmante trasferta nella terra del Chianti

Entusiasmante trasferta nella terra del Chianti

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Sabato 14 Ottobre un nutrito gruppo di camminatori del Nordic Walking Live di Mirandola ha fatto tappa tra le incantevoli terre di Siena per l’ultima gara del Campionato Tricolore Nordic Walking Agonistico Federale abbinata 4^ Arceno Nordic Walking inserita nel circuito dell’ Ecomaratona . Le manifestazioni hanno avuto luogo nelle affascinanti colline toscane tra sentieri che si inerpicavano tra vigneti e viali di cipressi pieni di intensi colori tipici dell’autunno entrante. La manifestazione sportiva ha visto il trionfo degli atleti mirandolesi: Alberto Barbieri si è laureato campione Italiano di categoria e Paola Vicenzi si è aggiudicata la vittoria di tappa e il titolo di vice campionessa italiana assoluta. La squadra Race è composta anche da Morena Martelli, Gianfranco Zarba e Zita Somogyi e anche a loro, va il merito di aver contribuito a dare lustro all’intero gruppo sportivo. I compagni walkers hanno sostenuto gli atleti durante la gara e le premiazioni; per tutti grande è stata la soddisfazione. La manifestazione agonistica ha avuto luogo nella tarda mattinata, mentre la camminata non competitiva, svoltasi tra le campagne del borgo di San Gusmè, aperta a tutti i camminatori, ha preso il via nel pomeriggio per concludersi nella piazza centrale di Castelnuovo Berardenga allestita per accogliere l’Eco Maratona del Chianti che si sarebbe svolta il giorno successivo. Inoltre, in questa giornata già tanto ricca di emozioni, il gruppo Nordic Walking Live di Mirandola è stato premiato dall’organizzazione come società con il maggior numero di partecipanti presenti alla manifestazione giunta alla sua 4° edizione. (Manuela ed Alberto).

La Arceno Nordic Walking è una camminata in cui “bisogna esserci”. Non la puoi raccontare. O meglio puoi descrivere le dolci colline, gli ordinati vigneti che stanno ingiallendo, i filari di cipressi, i casolari, i paesi sospesi senza tempo, ma non puoi descrivere gli effetti che fanno su di te. Tornare a casa con gli occhi pieni e il cuore in pace. È una camminata dell’anima. Grazie ai Maestri SINW Claudia e Gabriele, che ne sono i custodi. (Raffaele)  A breve altre foto, ce ne sono tantissime!

Percorrere l’Arceno é ” perdersi. Perdersi nei colori e odori delle vigne; nella terra rossa di Siena; nel verde dei cipressi. Ho affrontato le salite in solitaria per ascoltarmi dentro; le discese saltellando come un grillo e i pianori spingendo. Ma mi sono ” persa ” lo stesso lungo quei 12 km. Persa con vecchi e nuovi amici che ho incitato nelle difficoltá a non mollare, nascondendo le mie. Poi si arriva ad attraversare l’arco,e il nostro Angelo Biondo ha fatto la sua magia,e ho ” perso ” stanchezza e fatica. Per lasciare il posto ad un’emozione unica…ogni volta maggiore…perchè l’Arceno è così…grazie. (Giandus)

La settimana è trascorsa veloce con il rincorrersi delle voci e delle richieste dei neofiti, “ma ce la farò?” … richieste rivolte più spesso al proprio intimo …. Laggiù in Toscana sulle crete senesi, tra i filari del Chianti per l’omonima Maratona, che poi maratone non è …
Sabato mattina, una uggiosa mattina grigia, ancora mezzo addormentati mentre il pullman correva in autostrada guardavamo sconsolati il muro di nebbia che ci circondava man mano si saliva verso il Valico e poi si scendeva verso Firenze, poi verso Siena … messaggi whatsapp si incrociavano tra atleti e accompagnatori già sotto l’arco di partenza e noi , i trentotto, quasi studenti in gita con il proffff. (le tante “f” a significarne la valenza) Raffaele e la nutrita schiera di bidelli, …. pardon, “istruttori” il rumoroso Gianni, il silenzioso Andrea e le leggiadre professoresse Roberta, Elena, Livia (ne avessi avute di così carine ai miei tempi delle superiori) ….. ancora nebbia e un primo raggio di sole, una fotografia di Manuela da una soleggiata San Gusmè, poi un secondo … “Paola è arrivata prima” … e la nebbia, almeno nei nostri cuori è sparita di colpo, poi veramente sparita quando abbiamo raggiunto Castelnuovo Berardenga e ci siamo trovati nella cittadina agghindata a festa e in pieno sole. Sbrigate velocemente le incombenze, cambio scarpe, divisa da gara, pettorale, pacco gara (a questi aveva già provveduto Alessandro, coach della squadra corse), veloce spuntino ci siamo portati con la navetta dell’organizzazione a San Gusmè in tempo per la partenza della gara maschile, i 10 km. che avrebbe visto impegnati Alberto e Gianfranco, le ragazze Paola, Morena, Zita erano già rientrate a Castelnuovo per una doccia ristoratrice, le avremmo poi riviste più tardi, con Patty, fotografa ufficiale del gruppo sportivo, Altea e Manu a tifare i ragazzi e pronte per l’ulteriore, non indifferente, impegno del pomeriggio. Il pendio che dalla strada scende al campo di gara si è presto riempito di una folla multicolore, le nostre magliette azzurre, quelle bianche o arancione di altri gruppi, il giallo di chi aveva già indossato la maglietta del pacco gara e tutti vocianti e urlanti ad incoraggiare ad ogni passaggio il proprio atleta in gara. Onore a Gianfranco per la fatica profusa, onore e gloria ad Alberto che ad ogni giro manteneva e ha mantenuto il quarto posto, di tutto rispetto per i tempi, ma soprattutto in confronto ai primi tre … quasi suo figli per età, e conferma degli ottimi risultati ottenuti nelle precedenti prove del challenge. Alla fine questo gli ha comportato sì il quarto posto di gara, ma anche il primo per categoria sia di gara che nazionale e questo suona bene “campione italiano”, bravo Alberto. Anche la sopraggiunta Paola è stata più che festeggiata per il lusinghiero doppio risultato, prima di gara e prima di categoria che alla fine ha comportato il titolo di vice-campionessa italiana generale e “campionessa italiana” di categoria, anche lei ha dovuto competere con ragazze molto più giovani, compresa la campionessa …. Onore al merito ….
Finita la gara ci restavano ancora un paio d’ore prima del fatidico via per la camminata pomeridiana che avrebbe portato il serpentone multicolore tra i vigneti, in un bel su e giù tra antichi casali e principesche residenze da San Gusmè fino a Castelnuovo Berardenga. Siamo così saliti all’antico borgo, ormai invaso dalle decine di walker, alla ricerca degli angoli più caratteristici per le inevitabili foto di gruppo, molto gettonata quella che ha visto i nostri guru, vice-guru, aspiranti guru indossare la rossa giubba da Istruttori della Scuola Nazionale … tra l’altro per l’occasione era presente e avrebbe camminato nella folla anche il mitico Pino cofondatore della Scuola e leader massimo del nostro movimento …Alle quindici eravamo tutti giù al campo di gara, in lunga rumorosa multicolore colonna e dopo un po’ di preriscaldamento è iniziata l’avventura … 12 km., qualcuno ne ha misurato un po’ di più, di continuo saliscendi in un fantastico ambiente di uliveti e sterminati filari di vigna, e seminascosti dalla vegetazione, ma ben distinguibili dalle cancellate che precludevano gli accessi, antichi casali e ville padronali e cantine dalle quali prorompeva forte il profumo del mosto in fermentazione ….Ora parlo al singolare, della mia camminata …. Non ho velleità agonistiche, relegate nei meandri della memoria e risalenti alla “campestre” degli studenteschi … allora ci davo dentro, ma erano quasi sessant’anni fa e trentacinque chili in meno, ora sono in competizione con me stesso, non intendo migliorare quello fatto magari l’anno prima, ma esserci, esserci ancora e continuare a camminare per il piacere di farlo, anche se qualche volta caldo e stanchezza mi fanno pensare “ma chi te lo fa fare” … asciugo il sudore che mi cola sugli occhi (mi bruciano da matti), stringo i denti e guardo avanti, avanti … a quel filare di cipressi, su quella erta salita che sembra non finire mai, guardo avanti, sono curioso di quello che mi circonda, scruto se su quella vite c’è rimasto qualche grappolo, non che m’importi la vendemmia improvvisata, … avanti verso quelli che sono metri, a volte tanti, avanti a me, a quelli che sorpassano veloci mormorando “dura eh” e vedo che potrebbero essere miei nipoti …. Mi fermo un attimo a scattare qualche fotografia e vedo che dietro a me ce ne sono ancora tanti …. e riprendo la marcia, Gianni sta a qualche passo, quasi preoccupato, ma quello è il mio andare e mi spiace si debba trattenere …. Tra tanta gente, come in queste manifestazioni, mentre ascolto in vari accenti le storie più strane che poi sono la normalità di ognuno di noi, riesco ad estraniarmi e vagare con il pensiero … ricordi, sensazioni, idee …. Mi piacerebbe essere stato l’inventore pazzo del sistema per riportare immediatamente per iscritto ciò che passa per la mente … Ho amici, anche mio fratello più piccolo, che hanno il dono di saper disegnare, li ho visti seduti su un sasso, in momenti di pausa, abbozzare sul taccuino paesaggi fantastici o personaggi del gruppo … ho visto caricature, vignette …. Questo anche mi piacerebbe saper e poter fare …. fermarmi qualche minuto e riprendere con la matita quei vigneti, quegli ulivi, quelle strade, quelle persone che picchiano sui bastoncini ….Poi anche la mia fatica e impresa è arrivata al termine. Fuori da quel boschetto, dopo l’ultima rampa, là dove Gianni ha raccolto qualche chiodino sotto i querciuoli, laggiù, quasi a toccarne le case con mano, Castelnuovo …..l’ultimo chilometro, l’arco di trionfo …. no quello di arrivo e gli amici a festeggiarmi … allo scadere delle tre ore di tempo massimo, ma dietro a me ce ne erano ancora ….Ricordi, sensazioni, un po’ di stanchezza … Di lì a poco ci sarebbero state le premiazioni e dovevamo essere lì, tutti a testimoniare rumorosi il nostro affetto a Paola e Alberto … l’hanno veramente meritato. Ancora un chilometro, poi la lunga fila per accedere al pasta-party, momento conviviale più che gradito e occasione di brindare a Paola e Alberto con il recioto di soave che Paola s’era portata dietro da Ilasi, quasi un gemellaggio tra le terre di prestigiosi vigneti, ma anche di due splendide occasioni di praticare il nostro Nordic Walking. Poi è venuta l’ora degli addii, salutati gli amici che là erano arrivati autonomamente, ci siamo imbarcati sul grosso pullman e silenziosi ci siamo immersi nei sogni o nei sonni …. Chissà perché, non era ancora tardi, ma il viaggio è stato molto più silenzioso rispetto alla mattina, allora l’incognita, le aspettative, ora … la stanchezza, forse un po’ di chianti di troppo, ma credo in tutti una grande gioia per esserci stati, esserci riusciti e già qualche fanciulla mormorava “l’anno prossimo…” …. Me lo son detto anch’io “l’anno prossimo”… chissà? (Piergiorgio Pellacani)

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