MODESTIA E SAGGEZZA NEI RISULTATI DI PAOLA – DALL’UFFICIO ALLA RACE

MODESTIA E SAGGEZZA NEI RISULTATI DI PAOLA – DALL’UFFICIO ALLA RACE

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Le “Calle” di una Venezia che per un giorno si è tinta di colori e sorrisi, di abbracci e di tanti bastoncini, accompagnano i miei passi e quelli di Paola Vicenzi, la ragazza di Mirandola che sabato scorso a Mestre nel “Memorial Alberto Gorini” ha vinto la gara Race Fidal nella categoria assoluta femminile, percorrendo i 5 Km. del percorso in 35 minuti, con un’ottima media di 7 minuti al chilometro. Da quanto mi hanno riportato, a Mestre tutti i concorrenti e le concorrenti hanno camminato egregiamente e i giudici Fidal sono stati impeccabili, quindi va il mio plauso proprio a tutti. Paola è una gemma di modestia che contrasta in modo netto la forza che mette nel camminare, però è il giusto condimento che ogni persona dovrebbe avere per avere successo. Ha iniziato a praticare nordic walking solamente a dicembre dello scorso anno e nel Nordic Walking Live di Mirandola, con il suo presidente, il maestro Raffaele Forapani ha trovato la sua culla, coccolata e seguita al punto giusto. Ho conosciuto Paola in occasione della sua partecipazione a un #Waysinvernale organizzato da me e Chiara Campostrini in Val di Fiemme, culla del nordic walking, e dove Lei ha sperimentato lo sci da fondo e il camminare con le ciaspole.  Fin da subito Paola è stata seguita dall’istruttore Alessandro Mascherini, che ha iniziato a consigliarla negli allenamenti, camminando con le nelle sedute e negli allenamenti in salita fatti durante l’estate in montagna. Niente cardiofrequenzimetro ma uscite “a sensazione” come i campioni di una volta, con quel modo di ascoltare il proprio corpo in modo diretto, capire i segnali di quando “è troppo” o “troppo poco” e cosi in pochi mesi da perfetta sconosciuta è diventata una delle donne più veloci d’Italia a passo di nordic walking. Paola è anche il volano del gruppo Race di Mirandola composto anche da Alberto Barbieri, Zita Somogyi, Morena Martelli, Gianfranco Zarba, Elisa Roversie e Fabrizio Borghi. Mentre in lontananza si vede il campanile di Piazza San Marco, Paola mi dice “Ho voluto prendere il mano la mia vita, iniziando con questa attività sportiva che mi gratifica il corpo e la mente e nei miei amici di Mirandola ho trovato quello che cercavo; finito il lavoro in ufficio impugno i miei bastoncini ed esco a camminare”. Ho potuto vedere di persona l’ottima tecnica che sviluppa Paola nel camminare sia in una normale passeggiata ma anche in competizione e devo dire che poche come lei riescono a sviluppare velocità mantenendo al cento per cento la tecnica del nordic walking “Vedi Pino” mi dice, “mi sono posta l’obiettivo di fare i risultati però rimanendo me stessa, con il movimento che è quello del nordic walking che mi hanno insegnato e per il quale credo. Non ho niente da dimostrare agli altri, lo faccio solo per me stessa e in questo momento provo un gran senso di gratitudine per tutti”. Un ristoratore davanti a noi ci urla “Se volete sciare, la strada per Cortina d’Ampezzo è da quella parte”. Sorridiamo e continuano il nostro cammino tra le centinaia di walkers, in questa stupenda manifestazione organizzata dagli istruttori e dirigenti del NordicwalkinginItaly.  “Sai Paola” le dico, “Ho sempre insistito nel dire che sono gli atleti che si devono adattare al regolamento, alla tecnica e non viceversa. La velocità va bene solo però se si mantiene la tecnica corretta, come stai facendo te; solo cosi si parla di nordic walking”. Paola arrossisce, non è abituata a sentirsi protagonista, ma nel suo sguardo, che cerca di nascondere, la felicità si vede. Da ieri Paola, grazie anche alla sensibilità di Nicola Vidale, ha incominciato a camminare con i bastoncini #Vipole e d’ora in avanti avrà a disposizione per i suoi allenamenti anche i nuovi straordinari bastoncini Hercules ed Athena, che io sto usando gia da tempo, con pesi diversi in modo da variare il carico durante gli allenamenti, sia sulle braccia che sulle gambe, con il mio consiglio di usarli alternati agli Instructor, quelli superleggeri al carbonio.  Il tutto naturalmente sotto l’occhio vigile del suo allenatore Alessandro, ormai diventato il punto di riferimento per Paola, che guarda già al prossimo anno. Questa di Paola è una bella storia che fa riflettere, una storia vera di come la mente riesce a compiere delle imprese che solo pochi mesi prima non erano nemmeno pensabili, ma che se sappiamo ascoltare la voce del cuore la vita ci regala sempre i suoi straordinari colori.  Brava Paola, sei un esempio da seguire, sia per la tua bravura che per la tua modestia…(Pino Dellasega)

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